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La bassa Valnerina e il Parco Fluviale del Nera  

Istituto nel 1995 dalla Regione Umbria, il parco è costituito intorno all’asse del fiume Nera (con i suoi maggiori affluenti: il fosso di Rosciano, quello di Ancorano e quello del Castellone-Salto del Cieco), e la confluenza del fiume Velino attraverso la Cascata delle Marmore.

E’ caratterizzato da una forte e storica presenza antropica che ha prodotto anche un patrimonio architettonico-culturale ricco e complesso che costituisce esso stesso un valore da tutelare e valorizzare.

Fonte primaria di risorse idriche ed alimentari, il Nera è stato da sempre considerato il fulcro delle attività economiche degli abitanti della valle. Le sue acque hanno permesso lo sviluppo di coltivazioni igrofile (un esempio su tutti: le cosiddette “canapine”, piccoli appezzamenti di terreno adiacenti al fiume, sfruttati per la coltivazione dello scotano e del guado, essenze vegetali un tempo utilizzate per conciare le pelli e tingere i tessuti.

Altra attività fondamentale dell’area è quella molitoria, sia per la macinazione dei grani che per la spremitura delle olive.

Grazie all’abbondante presenza di acqua, il territorio si caratterizza per le numerose specie di particolare pregio flogistico e faunistico. Molto interessante la presenza di crittogame come i muschi calcarizzanti, le epatiche a struttura dorsoventrale e le alghe, soprattutto quelle filamentose, che nell’ecosistema contraddistinguono l’alveo della Cascata delle Marmore. Sono questi alcuni particolari vegetali che tappezzano gran parte delle pareti meno accessibili della Cascata, e che si possono considerare dei rappresentanti di un ambiente unico di eccezionale e straordinario interesse idrico-botanico. Alle molteplici varietà di ambiente è legata la presenza di numerose specie per la flora, le piante di maggiore valore sono quelle endemiche, relitte, rare, di particolare valore biogeografico e in via di estinzione come l’efedra, paleondemismo conservativo; il bosso, arbusto relitto xerotermico dell’Era Terziaria, sopravvissuto alle glaciazioni quaternarie; la serapide minore; l’orchidea militare; la coda di cavallo acquatica, presente in Umbria solo in altre due stazioni; il raro muschio del travertino.

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