Città di TERNI
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[ la città vecchia ]
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Il territorio  

Una città strettamente legata alla natura con quel cordone ombelicale che da piazza Valnerina - come i ternani chiamano piazza Bruno Buozzi - attraverso V.le Brin la unisce inscindibilmente e non solo simbolicamente, alla Cascata delle Marmore ed alla Valle del Nera.
L’acqua è la forza di Terni ed all’acqua deve il suo nome, la sua origine.
L’antica Interamna Nahars (la città tra i due fiumi), ancora oggi ha un debito di riconoscenza e uno stretto legame con le linee d’acqua che la attraversano, ormai regimentate e non più tumultuose come un tempo.
A differenza di molte città umbre, Terni è in pianura, a 130 mt s.l.m. Nella conca ternana, si estendeva parte del Lago Tiberino.
Le prime popolazioni si rifugiavano sulle colline per sfuggire l’aria insalubre dei fondo valle, in questo caso, invece, fu la presenza dell’acqua ad attrarle.
Modificarono profondamente l’assetto della zona per renderla maggiormente ospitale: deviarono il corso del Serra e bonificarono le terre.
Lo stemma di quelle genti divenne il drago pestifero (Thyrus), che identificava l’insidia delle paludi infine vinte.
“Un vago giardino”, cosí a metà del ‘500 Cipriano Piccolpasso definisce la Conca Ternana esaltandone la fertilità e l’estensione degli oliveti.
Le testimonianze storiche della coltivazione dell’ulivo, e sull’importanza che esso ha avuto nell’economia della zona, risalgono alle antiche formelle di Carsulae e nelle epigrafi di sant’Andrea a Cesi, che riproducono anfore da olio.
A Colleluna, immediata periferia della città, sono stati rinvenuti resti di un antico frantoio romano. L’ara sacrificale dedicata a Nettuno, custodita nel museo Archeologico di Terni, mostra un sacerdote che offre una patera ricolma d’olio.





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